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La Lombalgia consiste in un dolore e una limitazione funzionale della schiena a livello lombare che può arrivare fino alle cosce ma non oltre le ginocchia. La lombosciatalgia è una sindrome dolorosa che parte dalla zona lombare, va oltre al ginocchio e può estendersi a tutto l’arto inferioreinteressando il territorio di innervazione del nervo. La colonna vertebrale, a livello lombare, è formata da 5 vertebre (L1-L5) intervallate dai dischi (cuscinetti di tessuto fibrocartilagineo), situati tra una vertebra e l’altra. Hanno la funzione di ammortizzatori per attenuare le pressioni a cui è sottoposta la colonna durante il giorno.

Statisticamente il primo episodio si manifesta in giovani e adulti compresi tra 20 e 55 anni di età.
I sintomi più frequenti sono:
• Dolore spontaneo;
• Contrattura delle masse muscolari nella zona lombare;
• Rigidità del tronco con perdita della normale curva lombare;
• Limitazione nel movimento;
• Alterazione della sensibilità lungo il percorso del nervo e diminuzione della forza muscolare della gamba.


Il 27% dei pazienti italiani che soffre di lombalgia o lombosciatalgia conferma gli effetti negativi sull'attività lavorativa: 3 pazienti su 10 ritengono di aver perso delle opportunità professionali e diminuzione di reddito in seguito a queste patologie. L’80-90% delle persone lamenta di soffrire di “mal di schiena” e il 75% di esse in età lavorativa, con conseguenti elevati costi sociali e sanitari.

Le cause della lombosciatalgia possono essere diverse:
• Artrosi;
• Patologie Neurologiche;
• Stenosi del Rachide;
• Sindrome del piriforme;
• Ernia al disco (più frequente e conosciuta).


L’ERNIA è causa di ripetute sollecitazioni che il disco intervertebrale subisce in determinati movimenti, quali gesti in flessione del tronco o flessione associata alla torsione, movimenti bruschi ed importanti di natura traumatica, ma anche lievi e ripetuti (es. alzarsi di getto, sollevare un peso continuamente, etc…)

QUALE PERCORSO SEGUIRE
Riconosciuti i classici sintomi da parte del medico di base, esistono cure e trattamenti utili per rimediare o comunque attenuare queste patologie in tempi relativamente contenuti e sempre con l’aiuto di uno specialista. 
È consigliabile effettuare accertamenti diagnostici attraverso una visita Fisiatrica ed eventualmente una Radiografia o una Risonanza Magnetica. La scelta del percorso di cura dell’ernia al disco dipende dalla gravità dei sintomi.

Non esistono quindi dei protocolli standardizzati idonei per tutti i pazienti con dolore di schiena. L’approccio che attualmente si predilige è quello conservativo, partendo dalle terapie fisiche per ridurre il dolore e l’infiammazione (Tecar, Laser, Tens, Interx) in associazione a farmaci (FANS, cortisonici, miorilassanti) quando il dolore è molto acuto.
Esistono poi tecniche specifiche di riabilitazione e terapie manuali che vengono effettuate dal fisioterapista. Importante inoltre la componente psicologica che rappresenta, per il 65% dei casi delle lombosciatalgie croniche, un aspetto fondamentale, andando spesso a limitare e ridurre in maniera elevata le autonomie del paziente e lo stato di benessere psico-sociale.
Una schiena con queste problematiche necessita successivamente anche di una fase di mantenimento, in cui si cerca di restituirle una corretta mobilità, elasticità dei muscoli, un miglior tono muscolare.

Tutto questo si può ottenere attraverso diversi strumenti quali:
• Rieducazione Posturale;
• Idrokinesiterapia;
• Kinesi terapia di gruppo.

Solo in alcuni casi più gravi si rende necessario l’intervento chirurgico, previa un’accurata valutazione neurochirurgica. 

La prevenzione prima di ogni altra cosa. La prima medicina è sapersi ascoltare, fare attenzione alle posture durante la giornata e fare attività fisica regolare… vale a dire prendersi cura di sé!

 

Per maggiori informazioni contattaci subito al numero 

059 672544

 

(fonte NineStreet/Wellness, dott. Francesco Zonato e dott.ssa Elisabetta Camellini Poliambulatorio Physios https://bit.ly/2M5EkPV)

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